L’allegria e l’energia di una giovane professionista del mondo dello Spettacolo: Manuela Santanocita

 

di Rosanna La Malfa


Sei giovanissima. Eppure tanti anni nel mondo dello spettacolo. Parlaci di te.
Solitamente sono io a fare ad altri questa domanda, a cui rispondo con  molto piacere.
Èvero, è trascorso un bel pò di tempo, anche se non riesco ad individuare una data ben precisa, perché da sempre sono molto vicina al mondo dello spettacolo e dell’arte in genere. 
Ho iniziato cantando, da bambina e pur mantenendo sempre viva questa passione, negli anni e con il tempo, mi sono avvicinata al mondo radiofonico e televisivo, più o meno otto anni fa, anche attraverso la scrittura.
Lavoro spesso “dietro le quinte” ed a volte anche “avanti”.
Mi occupo, infatti, per conto di PrimaMusica di Giovanni Di Prima, della redazione dei programmi televisivi e radiofonici capitanati dal grande conduttore Ruggero Sardo e come anticipato, a volte mi diletto a condurre alcune importanti produzioni.
Sono grata a Giovanni e Ruggero, professionisti d’eccellenza, ognuno nel proprio settore, perchè fin da subito mi hanno dato  possibilità di fare e di mettermi in gioco. Si è appena conclusa la magnifica stagione radiofonica di “Talìa – La radio che si guarda” su Radio Fantastica, dove ho provato a fare la speaker radiofonica ed anche quella televisiva, altrettanto brillante di “Telesiculissimi”.

Proprio pochi giorni fa, inoltre ho avuto il piacere di condurre le fasi “eliminatorie” e “semifinali” di Risuoni, il Tribute Band Contest per eccellenza.


Il tuo lavoro, tanta fatica. Ma tante soddisfazioni
Quando ami ciò che fai ed anche la tua famiglia ti supporta, la fatica non la senti o la senti meno.

È di certo impegnativo, e conta molto il lavoro di squadra, in cui credo fermamente. È un lavoro che mi soddisfa davvero molto, perchè mi permette di confrontarmi anche con realtà totalmente diverse dalla mia.


Nelle trasmissioni che fai, sei spesso un trade union tra studio e pubblico a casa. Stile simpatico, ironico, intelligente? Oppure ne hai uno tuo?

Cerco di essere me stessa. Cerco di essere sempre solare, anche se non manco di “venature” riflessive. Ascolto ed osservo molto e parlo anche tanto, nel senso che amo relazionarmi, anche attraverso il dialogo, con  la gente attorno a me. Apprendo molto dall’ascolto: mi è capitato anche di venire a conoscenza di alcune storie importanti riguardanti la nostra terra o di restare incantata per esempio intervistando alcuni grandi personaggi del mondo dello spettacolo come Albano o Carla Fracci.


Gavetta o talent show? Domanda scontata, credo, ma vorrei un tuo parere
Gavetta decisamente. È il lavoro costante a formare e a far crescere.

 Il talent può dare luce immediata, che se non alimentata, da importanti basi, si spegne velocemente.


Ci racconti un aneddoto che ricordi con il sorriso?

Ce ne sono tanti in realtà. Questo lo ricordo con particolare affetto: nel curare le grandi interviste delle trasmissioni, lasciai il mio numero telefonico sulla messaggeria di un noto social, al grande Fabrizio Frizzi, pensando di non essere mai richiamata. Una mattina il telefono squillò e dall’altra parte della cornetta sentii la voce e la risata inconfondibile dell’amatissimo conduttore televisivo, che tanto carinamente mi aveva contattata dopo aver letto il mio messaggio. Sorridendo, la mia risposta fu: “Scusi un attimo, non ci posso credere“. Poi puntammo la data per un’intervista bellissima, realizzata da Ruggero Sardo.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è avere sempre la sana curiosità di guardare le cose nelle varie sfaccettature, per poi raccontarle, attraverso la musica o la scrittura o la tv.


Cosa vorresti dire ai giovani che voglio intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo?

Vorrei dire loro di documentarsi, di essere appunto curiosi, di darsi da fare, di mettersi sempre in gioco, con passione, grinta e gentilezza. Il talento è di certo una base importante su cui lavorare, ma anche l’impegno, la serietà, la costanza ed una buona dose di divertimento, non sono da meno.

 

Fonte: Quotidiano dei contribuenti