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Edoardo Nevola, grande artista poliedrico si racconta al Quotidiano dei Contribuenti

di Rosanna La Malfa


Attore di televisione, cinema, teatro, di radio, cantante, e doppiatore. Parlaci di te.
Fui scelto tra 1.500 bambini per l’evento dell’anno nel 1955 il film che poi è rimasto un capolavoro del nostro neorealismo : IL FERROVIERE di Pietro Germi. Doppiandomi nel film ebbi un tale successo che fui proiettato subito nel lavoro, altri film come attore, altro doppiaggio, radio, televisione in sceneggiati storici come I MISERABILI regia di Sandro Bolchi interpretando Gavroche e IL GIORNALINO DI GIAN BURRASCA regia Lina Wertmuller. Interpretando barozzo protagonista di puntata fino a CARO MAESTRO 1 e 2 regia Rossella Izzo interpretando Padre Andrea.
Già con una carriera alle spalle arrivò finalmente il teatro nel 1969 Mario Ferrero che ne era il protagonista mi invitò a casa vicino viale Mazzini, mi fece leggere qualche battuta e mi scelse per commedia. La prima. Fu una emozione straordinaria avere contatto col pubblico e lavorare sul palco con Aroldo Tieri e Giuliana Lojodice in LA COLPA È DEL GIARDINO. L’anno dopo accadde una avventura che mi cambiò la vita HAIR commedia musicale tradotta in 25 lingue grande evento al teatro Sistina e anche qui come era il teatro allora si partiva per tutta L’Italia per sette mesi. Hair è una esperienza a parte, per la prima volta un gruppo in scena, 25 scatenati che cantavano e ballavano. Già dal provino l’impatto fu forte, bisognava improvvisare e la prova più importante fu il canto dove ho scoperto che un semplice gioco poteva essere una professione. Che gioia
infinita, cantavo (poi ho studiato anche canto) Vinsi il provino. Tito Schipa jr vedendomi in Hair mi scelse per la parte del Vivandiere nella sua meravigliosa opera rock ORFEO 9. Seguirono commedie musicali importanti, con Albertazzi, Scaparro, Puecher, grandi tournè. Ma le sorprese non erano finite. In un programma di Rai 1 Radio Anch’io dove partecipavo come attore incontrai l’amico Renato Zero con cui avevo già fatto Hair e l’ Orfeo 9. Mi disse vieni a trovarmi e mi produsse il 45 giri Il Mago Delle Nuvole e partecipo a due suoi tour eroZero e Tregua.
Da Hair in poi l’incontro con la musica fu travolgente. Tito mi insegnava i miei brani al piano e cominciai a imparare chitarra e piano e oggi sono un compositore.


Sei stato il doppiatore di Will Smith in “Willy – Il principe di Bel-Air. Si dice che il doppiaggio impedisce a noi italiani di imparare nuove lingue? È così?
Io ho la fortuna quando li doppio di gustarmeli nella versione originale. Purtroppo ci siamo abituati è un fenomeno tutto italiano. E’ un fatto culturale, se sapessimo l’inglese non ne avremmo bisogno, quindi il problema è nelle scuole


So che la musica è quella che ti riempie maggiormente. Quanto conta nella tua vita?
La musica è arrivata tardi, dopo tante esperienze imparando un finger piking alla chitarra mi esce una canzone e penso……ma potrei scrivere canzoni mie e magari fare un concerto. Sono 35 anni che in parallelo alle altre mie professioni sto coronando questo sogno. Un mio concerto unplugged al pianoforte e chitarra e poesie mie. La musica mi ha salvato la vita. Dovrebbero insegnarla meglio nelle scuole.


Sei stato un bambino prodigio. Poi il film “Il Ferroviere” di Pietro Germi, spaccato di un’Italia proletaria degli anni Cinquanta. Raccontaci.
La mia prima apparizione è stata nel 1954 con Lacrime D’amore avevo sei anni, poi vincendo il provino per il Ferroviere nel 1955. Avevo sette anni. IL FERROVIERE è una gemma del cinema italiano. Nel suo mondo contemporaneo andò contro i sindacati. Il film esplose ma lui non fu mai simpatico alla stampa. Un vero genio. Consiglio di vedere le mie interviste su youtube al riguardo.


Oggi la professione artistica in Italia. Vorrei un tuo parere.
Purtroppo stiamo facendo passi indietro rispetto alla qualità per avere più produttività. Ci sono meno porte dove bussare, tutto è più difficile oggi bisogna avere tanta tenacia o essere molto preparati e avere una marcia in più. Ma vedo tanti bei talenti tra i ragazzi.


Progetti futuri?
Il mio concerto dove metto a frutto tutta la mia esperienza.


Per chi vuole intraprendere la carriera lavorativa artistica, lascia un tuo messaggio.
Forza, molta forza e tenacia, amore e passione e ce la farete. Sacrifici, studiate ma non rinunciate mai al vostro sogno.

 

Fonte: Quotidiano dei contribuenti

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