Sant’Agata, SudTalk e il senso di stare insieme (quando serve davvero)
SudTalk, Catania e Sant’Agata: oltre la tragedia, verso un futuro condiviso
Mercoledì 28 gennaio, alle 20.30, ho partecipato a SudTalk in diretta su Radio Studio Centrale TV per parlare di Sant’Agata, della sua straordinaria forza culturale e spirituale, e del significato profondo che questa festa assume quest’anno, a pochi giorni dal ciclone Harry che ha messo a dura prova la nostra città.
La Festa di Sant’Agata non è mai stata solo un rito: è un ordito che intreccia fede, identità collettiva, memoria e futuro. È la manifestazione più partecipata al mondo della cristianità, e al di là della devozione religiosa è un vettore potente di senso per ogni catanese e per chi ama questa comunità.
In un momento così delicato, celebrare Sant’Agata diventa un atto di ricostruzione simbolica: lo sguardo volto avanti, insieme, con fiducia. La decisione di non tenere il tradizionale ricevimento del 3 febbraio a Palazzo degli Elefanti è stata un gesto di rispetto verso chi è stato colpito, ma non certo un abbandono della festa nel cuore delle persone.
Durante la puntata, insieme a Sara Pettinato, Valentina Giua, Astor Morgan e a me, abbiamo provato ad ascoltare la Festa da lati diversi: la prevenzione e la cura, l’arte e la cultura, la parola femminile, la testimonianza visiva attraverso i volti dei devoti.




