Metti la Freccia arriva a EtnaBook 2025: parola, coraggio e nuove direzioni
Ci sono momenti che somigliano a una svolta. Momenti in cui la scrittura esce dalle pagine e diventa voce, dialogo, presenza viva. Il 24 settembre, all’Auditorium Concetto Marchesi del Palazzo della Cultura di Catania, ho avuto l’onore di portare il mio Metti la Freccia sul palco di EtnaBook – Festival Internazionale del Libro e della Cultura.
Un festival che ogni anno raccoglie energie, visioni, autori, lettori, e quest’anno ha scelto come filo rosso un verbo che per me è una promessa: resistere.
Resistere come saper cambiare.
Resistere come saper scegliere.
Resistere come saper ripartire.
Accanto al mio libro, è stato presentato anche il lavoro di Francesca Sangalli, A Londra non serve l’ombrello. Volevo solo cambiare vita! (Giunti Editore): due storie diverse, ma entrambe attraversate dal desiderio di movimento, dalla libertà di ridefinire sé stessi, dall’urgenza di trovare il proprio posto nel mondo.
A dialogare con noi, due voci che stimo profondamente: Pierluigi “Pigi” Di Rosa e Sarah Donzuso, capaci di trasformare una presentazione in una vera conversazione, fatta di riflessioni, provocazioni, sorrisi e domande inattese.
Quello che è accaduto in sala è stato più di un incontro: è stato un cerchio.
Un cerchio di persone, storie, esperienze, tutte unite da un filo invisibile che solo i libri sanno creare.
Portare Metti la Freccia in un contesto così vivo e partecipato è stato un regalo.
E sì, ogni volta che parlo di questo libro, sento che il messaggio diventa più forte: scegliere è un atto politico, un atto poetico, un atto necessario.
Mettere la freccia non è solo cambiare strada: è dichiarare la propria esistenza.
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Grazie a EtnaBook per l’invito, all’Università di Catania, al Comune, alla Regione Siciliana, agli sponsor e a tutti coloro che rendono possibile un evento che, da anni, fa della cultura una casa aperta.
E grazie a chi c’era, a chi ha ascoltato, a chi si è riconosciuto in una frase, in un ricordo, in un bivio narrato.
La letteratura è viva quando crea ponti.
E quella sera, Catania ne ha costruiti tantissimi.





